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venerdì 4 gennaio 2008

Episodio 01 - Licenza di Work in Progress

Inizia un nuovo anno: lo scorso si era aperto con la mia malsana ma saggia decisione di lasciare l'università; da allora sono passati 12 mesi, nei quali nulla o quasi è cambiato. Ora, d'un tratto, la mia vita è di nuovo ad una svolta. Mentre il mondo festeggia l'inizio del 200 io me ne sto a letto con la febbre a scrivere astrusi codici html senza dare un minimo sguardo alle ore che passano. Il 01/01 si avvicina, o meglio, forse è già arrivato, ma mancano ancora 24 ore al mio prim giorno di lavoro e non so assolutamente cosa aspettarmi. Il minuti, le ore e il primo giorno dell'anno passano velocemente per farmi scoprire il più in fretta possibile il fato che mi attende. Iniziai l'annus horribilis 2007 troncando con gli studi ed entrando nel mondo di latitanza della disooccupazione: con l'arrivo del 2008 eccomi nel mondo di ferie pagate (almeno spero) dell'onesto lavoro. Le prime tre giornate di prova passano velocemente: il lavoro è bello, i colleghi spiritosi, simpatici ma anche molto professionali: cosa potrei pretendere di più? Certo, una maggiore stima di me stesso che mi facesse smettere di dubitare di me stesso e di stare rigido come un tronco ogni volta che parlo col boss, una persona molto alla mano e veramente ok.
Detto questo siamo arrivati al venerdì sera: mi aspettano due giorni di relax o quasi, poi si riparte. Ci sarebbero ancora molte cose da dire, belle e brutte, ma non credo sia il caso di parlarne in questo loco. C'è da dire che da quando lavoro la mia facoltà di controllo del corpo si è notevolmente abbassata e già adesso che sono dieci alle dieci, sto lottando tra sonno e veglia.
Beh, questo è tutto, per ora... La prossima settimana mi aspettano i primi 5 giorni di fila di lavoro e soprattutto (se tutto va bene) la firma del contratto. Spero proprio che vada tutto per il verso giusto perchè dopo così tanta attesa, mai avrei potuto immaginare che un lavoro cos'ì potesse venire a bussare alla mia porta.

P.S. Cosa? Devo giustificare il titolo dell'episodio? Beh, diciamo che riguarda alcune delle mie mansioni quotidiane e che ha slo relativamente a che fare con cartelli stradali o slogan alla "Stiamo lavorando per voi". A questo punto direi che è veramente arrivato il momento di salutarvi. Tanti calci in culo dal vostro PC Mike, che finalmente non teme più di arrivare agli anta senza una ragione di vita.

P.P.S. Il messaggio seguente è per donna Bendetta da Cesena: il test lo pubblicherò al più presto :-p scusa per il ritardo!!!

My life as a series - introduzione

Ciao ragazzi, questo è il mio primo post nel 2008 e voglio onorarlo facendo qualche piccolo/grande cambiamento nel blog. Prendendo ad esempio (cioè copiando :-p) l'idea di Bruno, ecco quindi una reality-fiction a puntate che vi accompagnerà nel mio mondo e vi farà capire che significa "Essere Michael Beatrice". Chissà che schifo, penserete voi, e infatti ci avete beccato in pieno. Ad ogni modo, come già vi avevo annunciato, il nuovo anno si è aperto con una grande novità: finalmente si lavora!!! Ma andiamo con ordien e andiamo a vedere cosa è accaduto nelle stagioni più recenti di nome provvisorio: my life as a series.
Stagioni 15-17 - Abbiamo seguito Potty Mike attraverso i suoi primi tre anni al liceo, da vero outsider-nerd-segaiolo-ontheroad. Ci sono le prime avvisaglie di un possibil cambio di sezione.
Stagione 18 - La stagione ci mostra un Michael in preda all'indecisione: andare avanti sulla strada presa o cambiare? Nella miniserie finale (dedicata alla vacanza studio ad Oxford) lo sconvolgente cliffangher con la decisione di passare in C
Stagione 19 - A metà tra Annus Horribilis e Annus Magnus, col passaggio nella nuova classe Lonely Mike fa la conoscenza di alcuni nuvi amici e molti, moltissimi...indifferenti (perlopiù incoraggiati dalla nota socievolezza del nostro). La serie si chiude con le puntate dedicate al college e col memorabile cliffangher nel quale Bet&Win Mike decide di lasciare.
Stagione 20 - La stagione più tetra e desperate. Michael rimane per tutta la stagione a casa, tra offerte di lavoro che non si trovano e molti le faremo sapere. Dopo 365 giorni da vera e propria Housewife il nostro Mike Van de Kamp sbotta di fronte a una proposta inaspettata: la possibilità di un periodo di prova in una azienda informatica...nel memoravile cliffangher Mike risponde al telefono per scoprire che il periodo inizierà il 2 gennaio anzichè il 7 come precedentemente concordato...e adesso...the most wanted series ever begins!!!
Beware, cause Mike's back, and he's back to back with a brand new reason of breathing and an exciting countdown to his 21st birthday.
Tornando a parlare italiano, My life as a series tornerà ogni fine settimane su queste pagine con un nuovo, eccitante episodio. iniziamo qiuesto weekend con l'episodio pilota della nuova stagione:
Licenza di Work in Progress!!!

domenica 23 dicembre 2007

Buon Natale a tutti!!!

Ciao, ragazzi!!! Il Natale è alle porte, anche se qua l'unica cosa che si sente forte è il freddo... L'albero è vuoto (perchè i regali sono stati già portati a casa di mia zia per il cenone :-p) e sto passando questi giorni festivi a studiare linguaggi di programmazione...
Università? Magari... No è che dopo un anno di ricerca, finalmente sembra che sia riuscito a trovare lavoro!!! Sono in prova per due settimane a partire dal 2 Gennaio (il che forse mi farà desistere dal festeggiare il capodanno) presso una agenzia informatica e sono eccitatissimo, ma dato che finora i miei siti li gestivo tramite "programmi compilatori" ho pensato fosse il caso di farmi un po' di cultura su HTML e Javascript.
A parte le mie strane festività, voi come ve la passate?
Spero bene. Io il mio regalo di Natale l'ho già avuto (o almeno lo avrò se verrò assunto :-p). Buon Natale e che l'anno nuovo vi porti tante magnifiche novità!!!
All'anno prossimo!!!

sabato 15 dicembre 2007

Votatemi al premio WWW del Sole 24 ore

Ciao, ragazzi!!! In questi giorni stanno accadendo molte cose importanti. Innanzitutto sto lavorando ad alcuni progetti, che verranno resi noti, però, solo all'inizio dell'anno nuovo. Ieri sera, inoltre, ho esordito col mio primo articolo su Lost Addicted, un bellissimo fansite sul telefilm ora in onda su RaiDue con la sua terza stagione.
Per finire la mia candidatura al premio WWW de "Il Sole 24 ore" è stata accettata. Partecipo nella sezione "Radio, Cinema, Tv e Film" col mio blog "Dark Castle Italia". Spero mi voterete in molti, non foss'altro che per i premi in palio per i votanti, tra i quali una bellissima Land Rover Defender 90 S Station Wagon!!!


Vota Dark Castle Italia

mercoledì 28 novembre 2007

Espiazione - ultima parte

di aliasmike

Siamo arrivati alla fine. Ho iniziato a pubblicare questo racconto breve ad aprile e voglio scusarmi ancora per il lungo periodo che ho passato lontano dal blog. Ad ogni modo questa è l'ultima parte di "Espiazione", un racconto breve inizialmente pensato come prequel di Little Branch (che potete leggere tutte le settimane su Dark Castle Italia), ma perfettamente leggibile come storia a se e, anzi, dopo alcune modifiche apportate nel corso del tempo, completamente indipendente da essa (su LB Anthony Gerrard è un poliziotto tra i trenta e i quaranta, distrutto per la morte della moglie e non certo un cinquantenne con un passato da stupratore...). Comunque basta con corsi e ricorsi "storici" e preparatevi per...la vendetta!!!

Così corse. Non si fermò davanti a niente e nessuno, impattò contro vassoi, portate, camerieri…non aveva importanza. Vincent avrebbe venduto cara la pelle! Così, mentre Anthony era rimasto immobile, attendendo di essere trapassato, così come un tempo loro avevano trapassato lei, Vince si era andato a rifugiare nel country bar, sperando che almeno lì non riuscisse a trovarlo. Ma come poteva salvarsi da un fantasma, tornato dall’oltretomba solo per vederlo morire? Sarebbe potuto scappare, è vero, ma per quanto ancora? Ne aveva le forze? E ad un tratto si rese conto che la scelta di Anthony era stata la migliore. Non c’era modo di fuggire. Non si può uccidere chi è già morto. E chi è già morto non ha più nulla da perdere. Mentre Seth lo trascinava fuori dal locale, lui avrebbe voluto dirgli di lasciar perdere, che non ce n’era bisogno. Loro dovevano mettersi in salvo. Ma non ne aveva la forza. Non riusciva a impedire al suo cervello di mandare in loop la frase " E’ finita…"
Giunti davanti alla porta, Seth si fermò. " Frederic? Che…che ci fai qui? E’ successo qualcosa alla mamma?" chiese l’uomo preoccupato.
"Lasciatelo andare." C’era qualcosa di strano nella sua voce.
" E’ arrivata…" bisbigliò il Serafino.
Seth non riusciva a capire cosa stava succedendo. " Fred! Vuoi spiegarmi che ci fai qui?"
Il ragazzo non rispose. Si tirò il cappuccio nero ancora più sulla fronte in modo da nascondere il volto. " E’ lui che voglio."
Vincent riuscì a liberarsi dalla morsa di Al e, ripreso possesso del suo corpo disse: " Lasciami andare, Seth. E’ me che vuole…"
" Che cazzo significa Vince? Tu conosci mio nipote?"
" Vattene Seth. Vattene o lei passerà anche sul tuo corpo, pur di arrivare a me…"
Vincent alzò gli occhi verso di lei. Cameron lo scrutava, bellissima come sempre. Una mano scivolò svogliata fuori dalla tunica nera. Una pistola.
Seth si fiondò verso il nipote. " E questa dove l’hai presa?!" Fu un attimo. Seth fece per togliere l’arma al nipote, ma un proiettile fu più veloce di lui. Incredulo, il vecchio guardò Fred negli occhi, freddi e distaccati. Si accasciò a terra, mentre il sangue che sgorgava dalla ferita al petto inondava l’uscio del bar.
" Non so di chi tu stia parlando vecchio. Io non sono tuo nipote." e gli piantò un altro proiettile in testa, la giusta punizione per aver cercato di ostacolarla.
Gli altri avevano assistito alla scena confusi e increduli, finchè lo sparo li aveva ridestati. Tutti tranne Bill, ovviamente. " Oh, mio Dio. Fred…cerca di calmarti ragazzo." provò a dire "Hai…hai appena ucciso tuo nonno, cazzo."
" Non so chi sia Fred." si limitò a replicare lui. Qualcosa di strano avvolgeva la sua figura. Non avresti saputo comprendere a prima vista quale fosse la sua vera natura: uomo o donna, terreno o angelico, qualcosa di mistico lo circondava. Ma non c’era dubbio, per chi lo conosceva, che quello fosse proprio Fred.
" Lascia perdere, Al." lo implorò il Serafino con una voce lamentosa. Stava in ginocchio davanti al ragazzo, che gli puntava la pistola dritto alla testa. "Lei è qui per me."
"Lei…" cercò di dire Al, ma venne interrotto da un grido di Vincent.
" Finiscimi! Finiscimi puttana, come hai fatto con gli altri! Non mi vergogno…non mi pento di ciò che ti ho fatto, ma sbrigati perlomeno…fai ciò per cui sei tornata in vita."
" Dovrei sbrigarmi?" replicò lei laconica. " Perché dovrei sbrigarmi?"
" Perché?" chiese ancora Vince " perché proprio adesso?"
" Sapevi che era il mio compleanno? Quel giorno era il mio compleanno…e tu hai pensato bene di…violentarmi e poi…di uccidermi e…nemmeno allora ti sei fermato, cazzo!"
Il silenzio, ma solo per qualche secondo. " Era il giorno dei miei primi vent’anni. E tu mi hai tramortita con un sasso…" si mise a piangere, ricordando quegli attimi "…mi hai uccisa e mentre i tuoi compagni si sono tirati indietro tu hai continuato ad umiliarmi, anche dopo la morte. Sono passati vent’anni. Oggi è l’anniversario. Ed è per questo che oggi morirai…"
Un colpo. Il Serafino cadde a terra esanime. Poi Fred si puntò la pistola alla bocca e sparò.
L’uomo venuto a bere un drink decise che non sarebbe mai più tornato in quella città e tolse le tende prima che la polizia lo costringesse a testimoniare. Prima che scoprissero per quale motivo si trovava a Little Branch. Al andò al telefono a chiamare la polizia. Bill era un imbalsamato spettatore. Per un attimo si rianimò. Il tempo di vomitare fuori catarro e tornò in catalessi.

Quell che avete letto è "Espiazione", un racconto breve che spero vi sia piaciuto. Vi invito a inviarmi le vostre impressioni commentando questo post o attraverso i miei vari contatti (che potete trovare nella sidebar a fianco).

giovedì 22 novembre 2007

Espiazione - parte 7

Probabilmente ormai nessuno si ricorda più di questo racconto breve (che sono riuscito comunque a potare avanti per mesi... :-P), ma ritengo giusto portarlo a termine per amore di completezza e per rispetto di quanti hanno iniziato a leggerlo...cntando su un finale. Con questo e il prossimo appuntamento vi presenterò il terzo ed ultimo capitolo, chiamato Ellisse. Prima di iniziare vi ricordo che questo blog (e tutto il suo contenuto) è protetto da licenza Creative Commons (per saperne di più controllate la sezione apposita nella sidebar qui a fianco). Ok, direi che possiamo cominciare!!! Buona lettura!!!

Capitolo 3 - Ellisse

Cameron Fletcher li fissava severa dal fondo della fossa. Il suo corpo nudo era un’ammonizione ai tre bastardi che le avevano tolto la vita. Era stato un incidente. Si sarebbero giustificati tra loro, e nessuno era più tornato sull’argomento. Anzi. Vincent aveva quasi rimosso l’accaduto per molto tempo. Almeno fino a quella sera, quando la vita aveva iniziato ad avere un senso…di giustizia. Per la prima volta da molto tempo i tre fottuti assassini si erano ritrovati per bere un goccio insieme e ricordare i vecchi tempi. Avevano parlato di come la loro vita era cambiata, di quello che era loro capitato, senza mai toccare l’argomento tabù, quello che era accaduto ormai venti anni prima. Anthony era diventato un poliziotto, ironia della vita, mentre Josh aveva tentato la via della scrittura, ma senza successo, finendo per lavorare in una lavanderia a gettoni. Poi toccò a Vincent raccontare loro ciò che era stato di lui, di come aveva rilevato l’azienda di famiglia e l’aveva fatta fallire per rimediarci abbastanza soldi da vivere una vecchiaia tranquilla. Ed era stato divertente, per qualche ora, almeno finché lei non arrivò. Non fu subito chiaro ciò che era successo e Josh non ebbe nemmeno il tempo di rendersene conto che finì infilzato come uno spiedino. Stranamente nessuno nel ristorante sembrò fare caso alla scena. Un’ombra era calata su di loro e si resero conto che sarebbero morti solo qualche attimo dopo, quando quell’ombra la videro negli occhi. Era lei. Cameron Fletcher. Era la morte che era venuta a prenderli. Era la giustizia divina, ma tanto difficile da accettare. Anthony rimase impalato sulla sedia, senza forze, pronto ad accettare il suo destino, a prendersi le responsabilità di ciò che aveva fatto. Ma Vincent non era così. No. Lui e le responsabilità non erano mai andati d’accordo. Non aveva mai avuto rimorsi per quanto aveva fatto a centinaia di famiglie che lavoravano nella sua ditta ed era sempre stato certo che il benessere dei suoi impiegati fosse sacrificabile, in cambio di una vecchiaia agiata. Così non aveva intenzione di concedere a Cameron ciò che voleva. Quella puttana era morta. Morta. Ed era crepata per un motivo ben preciso, soddisfare le sue pulsioni sessuali.
Aveva solo vent’anni e non era mai stata una santarellina, altrimenti non avrebbe accettato di seguire Vince “per una girata in montagna”. Lei voleva farlo. Voleva farlo con uno di trenta. Quello che non sapeva era che non si trattava di uno, ma di tre trentenni allupati e pronti a tutto pur di farsela. E così avevano fatto. Se l’erano sbattuta e l’avevano umiliata nei modi più degradanti. Poi, ad un certo punto, era riuscita a liberarsi e, completamente nuda, aveva iniziato a correre veloce in cerca di aiuto. Non c’era altro che potessero fare. Doveva essere fermata. Così Vincent prese una pietra e la colpì. Crollò di colpo, ma subito si accorsero che non era semplicemente svenuta.
"Cazzo!" gridò Anthony in preda al panico. "Cazzocazzocazzocazzo…"
" Sei un coglione, Vince. C’era bisogno di colpirla in quel modo?" aggiunse Josh.
Vincent li guardava divertito e pietoso al tempo stesso. Erano impauriti. Se la stavano facendo sotto. E lui era convinto che presto o tardi si sarebbero precipitati a chiarire che…
" Sei un assassino! Sei stato tu, Vince! Io non ci finisco in galera per te, amico!" Anthony lo fissava con gli occhi fuori dalle orbite, cercando di carpire un minimo segno di timore e di pentimento nel suo sguardo.
" Ragazzi…ragazzi…" iniziò a puntualizzare. " Voi non avete il senso della…prospettiva! Avete appena violentato una ragazza e…credevate che l’avremmo lasciata vivere? Ci avrebbe inculato,sarebbe andata alla polizia e noi saremmo andati in galera. Lei sarebbe morta comunque." E dicendo questo si riabbassò i pantaloni.
" Ora…se dovessero trovare il corpo, credete sul serio che la polizia crederebbe alla storia secondo la quale voi ve la siete fatta, ma non c’entrate niente con l’omicidio? Sapete che vi dico? Voi ci siete dentro quanto me, perciò, visto che io voglio gustarmi fino all’ultimo il frutto del nostro lavoro io resterò ancora un po’ qui a divertirmi. Se voi non ne avete più voglia…iniziate a scavare la buca."
E così era stato. Anthony e Josh avevano iniziato a scavare, mentre Vincent aveva continuato a penetrare il corpo senza vita di Cameron Fletcher.
Fattostà che ora quella puttana era tornata per vendicarsi e l’unica cosa che poteva fare lui era…correre!

...la fine la prossima settimana!!!

mercoledì 21 novembre 2007

Sto per tornare!!!

Ciao a tutti...è da un po' che non aggiorno questo blog e mi dispiace...
Ho notato che nonostante la lunga assenza qualche visita c'è stata e voglio ringraziare chi ha avuto fiducia (finora mal ripagata) in un mio ritorno.
Come saprete in questi mesi mi sono occupato di un altro progetto: Dark Castle Italia, un blog telefilmico che sta avendo un buon successo, ma che mi porta via non poco tempo.
Nonostante questo cercherò di tornare a postare s Mike's Universe. Mi impegno fin da oggi a pubblicare almeno un articolo a settimana, anche se spero di fare di più.
Ok...direi che questo è tutto!!! Ci vediamo nei prossimi giorni su queste pagine!!!